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Guida — tariffe

Quanto far pagare una stampa 3D?

Il metodo di uno stampatore, cifre alla mano.

È la domanda che tutti si fanno al primo preventivo, e la risposta che si trova ovunque, «un prezzo al grammo», è quella che fa perdere soldi. Stampo da più di quindici anni. Ecco come costruisco un prezzo, voce per voce, con un lavoro reale che all'inizio ho fatturato male.

Perché il prezzo al grammo non funziona

Il prezzo al grammo copre una cosa sola: il materiale. Ma su un pezzo normale il materiale raramente supera il 15 % di quello che costa davvero. Il resto è tempo: quello della macchina, quello delle tue mani, quello passato sul file. Ed è proprio quel tempo che si «dimentica», perché non si pesa.

La prova, con il mio stesso lavoro: dodici pezzi in PETG per una tenda da sole, pezzo su modello (il cliente fornisce il modello, io lo riproduco), due prototipi prima di quello giusto perché al modello fornito mancava un dettaglio. Ho fatturato 70 €, a occhio. Rifatto per bene, lo stesso lavoro vale 111,29 €. Mancavano 41,29 €, il 37 %.

Le sei voci di un prezzo giusto

1. Il materiale. Il prezzo della bobina diviso per 1.000, più i supporti e un margine per le stampe fallite. Una bobina di PLA a 25 € dà 0,025 €/g di materiale grezzo; con supporti, spurghi e stampe fallite si arriva a 0,035 €/g per il PLA e 0,04 €/g per il PETG. La resina si conta al millilitro (da 0,04 a 0,085 €/ml a seconda della resina), mai al grammo.

2. Il tempo macchina. Mentre la stampante lavora non è disponibile per altro, consuma corrente (0,3 kWh in due ore, una decina di centesimi) e ti obbliga a essere reperibile. Conto 2 €/h di stampa. Non è manodopera: è il prezzo dell'occupazione della macchina.

3. L'usura. Una stampante da 600 € che farà 4.000 ore nella sua vita sono 0,15 € all'ora, senza contare ugelli, cinghie e piano che si sostituiscono. È una voce piccola, ma reale, ed è quella che nessuno conta. Attenzione però a non gonfiarla: per molto tempo ho messo 0,50 €/h, e su dodici pezzi da due ore facevano 12,72 € di usura, una cifra che non potevo giustificare al cliente.

4. La post-lavorazione. Togliere i supporti, carteggiare, pulire, lavare e polimerizzare un pezzo in resina: è il tuo tempo, alla tua tariffa oraria. Conto 20 €/h, e lo conto per l'intero lotto, non per pezzo: un quarto d'ora per dodici pezzi è un quarto d'ora.

5. Il lavoro sul file. Analizzare il file fornito per verificare che sia stampabile (da 2 a 4 € a seconda che sia fornito, trovato in rete o da creare) e soprattutto la progettazione quando il file non c'è: 23 €/h per modellare da zero, 21 €/h per riprodurre un pezzo su modello. È la voce che mancava nei miei 70 €.

6. I prototipi e le stampe fallite. Se un pezzo ha richiesto due tentativi prima di venire bene, perché il modello era incompleto o perché il cliente ha cambiato idea, quei tentativi sono costati materiale e tempo. Si contano, e si dicono al cliente prima, non dopo.

L'esempio completo

Dodici pezzi in PETG, 33,53 g e 2,12 h di stampa ciascuno (le cifre dello slicer, non una stima), un quarto d'ora di post-lavorazione per il lotto, un'ora e mezza sul modello:

Preventivo D2026-0036 — IVA non applicabile
VoceCalcoloImporto
Analisi del fileforfait4,00 €
Materiale (PETG)33,53 g × 12 × 0,04 €/g16,09 €
Usura macchina2,12 h × 12 × 0,15 €/h3,82 €
Stampa2,12 h × 12 × 2,00 €/h50,88 €
Post-lavorazione0,25 h × 20 €/h5,00 €
Pezzo su modello1,5 h × 21 €/h31,50 €
Totale111,29 €

Il materiale sono 16 € su 111. Se avessi fatturato «al grammo» a 0,10 €/g, che sembra già caro, avresti chiesto 40 €.

E al grammo, quanto fa?

Visto che tutti vogliono una cifra: questo lavoro viene 0,28 €/g, sette volte il prezzo del materiale. Ma lo stesso lavoro senza la modellazione sarebbe a 0,20 €/g, e un pezzo grande e cavo stampato in fretta sarebbe ancora altrove. Non esiste un prezzo al grammo giusto: esiste un prezzo giusto per lavoro, e si costruisce ogni volta.

I cinque errori che vedo più spesso

Dimenticare prototipi e stampe fallite. Contare la resina al grammo come il filamento. Non fatturare il tempo di post-lavorazione perché «si fa davanti alla TV». Fare un prezzo da amico a uno sconosciuto. E rifare il calcolo a mano a ogni preventivo, fino al giorno in cui non se ne ha più voglia e si torna a fare a occhio.

Cosa viene dopo il prezzo: il preventivo, poi la fattura

Un prezzo giusto non serve a niente se non è scritto. Un preventivo datato e numerato, poi una fattura con le indicazioni obbligatorie; in Italia, la fattura elettronica è già obbligatoria per tutti, forfettari compresi. È l'argomento di un'altra guida.

Queste tariffe sono le mie; le tue dipendono dalla tua macchina, dalla tua zona e dalla tua esperienza. ForgeCalc fa esattamente questo calcolo, con le cifre del tuo slicer e le tue tariffe; e puoi vedere il lavoro qui sopra così come l'ha calcolato.

Provare il calcolo con i miei file